OBIETTIVOIl topic punta ad affrontare il fenomeno della homelessness in modo strutturale, superando una risposta basata prevalentemente sull'emergenza e costruendo nei quartieri un sistema coordinato di infrastrutture e servizi sociali.
La Commissione parte dal presupposto che gli approcci housing-led siano essenziali, ma che le cause multidimensionali della homelessness richiedano anche un sistema integrato capace di collegare:
- servizi sanitari;
- occupazione;
- istruzione e formazione;
- integrazione nella comunità;
- servizi sociali;
- infrastrutture fisiche e comunitarie.
L'obiettivo è ridurre la dipendenza di lungo periodo dai servizi emergenziali e favorire reinserimento, inclusione sociale e partecipazione alla vita della comunità.
Risultati attesiI progetti devono contribuire a tutti i risultati indicati dal topic:
- produrre evidenze su quali infrastrutture sociali e servizi siano necessari per affrontare strutturalmente la homelessness a livello di quartiere;
- migliorare concretamente disponibilità e accessibilità delle infrastrutture e dei servizi essenziali per le persone senza dimora nei quartieri coinvolti.
Il progetto deve quindi combinare analisi, sviluppo di un modello sistemico e validazione sul campo.
Cosa deve fare obbligatoriamente il progettoLa proposta deve sviluppare un system-based approach capace di coordinare servizi e infrastrutture sociali a livello di quartiere. La Commissione richiede espressamente che il progetto comprenda almeno:
- analisi del contesto locale e dell'ambiente costruito;
- mappatura della disponibilità e dell'accessibilità dei servizi e delle infrastrutture sociali;
- particolare attenzione alle persone in homelessness cronica e ai gruppi marginalizzati o vulnerabili;
- analisi della relazione tra configurazione delle infrastrutture/servizi e incidenza della homelessness;
- individuazione degli ostacoli alla loro integrazione, compresi frammentazione dei dati, servizi organizzati “a silos” e difficoltà finanziarie per la scalabilità;
- analisi della disponibilità e capacità delle persone senza dimora a utilizzare i servizi offerti;
- valutazione degli effetti su reintegrazione comunitaria, partecipazione, benessere, coesione sociale e senso di appartenenza;
- misurazione dell'impatto socioeconomico attraverso indicatori;
- elaborazione di raccomandazioni trasferibili ad altri quartieri.
Dimostrazione obbligatoria in almeno 5 quartieriUn requisito molto importante è la dimensione territoriale della sperimentazione.
Il modello deve essere sviluppato e validato in almeno 5 quartieri situati in differenti Stati membri UE e/o Paesi associati a Horizon Europe.
Questo rende il topic adatto a partenariati internazionali relativamente ampi, con forte coinvolgimento di Comuni, servizi sociali, ETS e soggetti operanti direttamente nei quartieri.
BENEFICIARIHorizon Europe consente in generale la partecipazione di qualsiasi soggetto dotato della capacità operativa e finanziaria necessaria. Possono quindi essere partner, tra gli altri:
- Comuni e altri enti locali;
- enti pubblici;
- Enti del Terzo settore;
- associazioni e fondazioni;
- cooperative e imprese sociali;
- imprese;
- università;
- organismi di ricerca;
- enti sanitari;
- operatori dell'housing sociale;
- soggetti attivi nei servizi per persone senza dimora;
- soggetti dell'economia sociale;
- organizzazioni comunitarie.
Partenariato minimoSi applicano le normali regole Horizon Europe.
Il consorzio deve comprendere almeno:
3 soggetti giuridici indipendenti di 3 differenti Stati membri UE o Paesi associati a Horizon Europe, di cui:
- almeno 1 stabilito in uno Stato membro UE;
- almeno altri 2 stabiliti ciascuno in un differente Stato membro o Paese associato.
Tuttavia, nel caso concreto questo minimo puramente formale è insufficiente: dato l'obbligo di validare il modello in almeno cinque quartieri di differenti Paesi, sarà normalmente necessario costruire un consorzio più ampio.
Partenariato consigliatoOperativamente, una configurazione forte potrebbe comprendere:
- 5 o più enti locali responsabili dei quartieri pilota;
- ETS/cooperative sociali che lavorano con persone senza dimora;
- organismi di ricerca o università;
- servizi sanitari e sociosanitari;
- soggetti dell'housing sociale;
- esperti di urbanistica e ambiente costruito;
- soggetti tecnologici per dati e interoperabilità dei servizi;
- enti esperti in valutazione d'impatto.
La proposta deve inoltre adottare un approccio partecipativo e transdisciplinare.
Coinvolgimento delle scienze sociali e umanistiche
Il topic prevede espressamente un requisito SSH – Social Sciences and Humanities.
Devono essere coinvolti in maniera effettiva:
- esperti SSH;
- istituzioni con competenze SSH;
- discipline sociali e umanistiche pertinenti.
Non basta quindi inserire una componente sociale marginale: il contributo delle SSH deve essere integrato nella metodologia e produrre un impatto sostanziale sulla qualità della ricerca e della sperimentazione.
AGEVOLAZIONE- 70% dei costi ammissibili per imprese e altri soggetti for profit;
- fino al 100% per soggetti giuridici non profit.
Contributo indicativo
La Commissione considera adeguato un contributo UE di circa 3.500.000 euro per progetto, la Commissione prevede indicativamente di finanziare 3 progetti.
Il progetto viene finanziato tramite Lump Sum, quindi la sovvenzione non viene gestita secondo una rendicontazione tradizionale basata sul rimborso analitico di tutte le singole fatture.
COSA FINANZIA- creazione di sistemi integrati tra servizi sociali, sanitari e occupazionali;
- piattaforme per la condivisione e interoperabilità dei dati;
- nuovi modelli di case management;
- accesso integrato a salute mentale, cure primarie e servizi sociali;
- accompagnamento al lavoro e formazione;
- spazi comunitari e infrastrutture sociali di quartiere;
- modelli di presa in carico multidisciplinare;
- attività di inclusione e partecipazione;
- sistemi di monitoraggio dell'accessibilità ai servizi;
- interventi sperimentali su più quartieri europei;
- valutazione dell'impatto sociale ed economico;
- sviluppo di modelli replicabili in altre città.
La componente edilizia o immobiliare può essere pertinente quando riguarda la social infrastructure, ma il cuore del topic non è una ristrutturazione immobiliare tradizionale: deve esserci un modello sistemico e innovativo di coordinamento tra infrastrutture, servizi e comunità.
Gruppi targetParticolare attenzione deve essere prestata:
- alle persone in homelessness cronica;
- ai gruppi marginalizzati;
- alle persone in situazioni di vulnerabilità.
Nella replicabilità del modello devono inoltre essere considerate differenze connesse, tra l'altro, a:
- genere;
- orientamento sessuale;
- età;
- condizioni fisiche e psicologiche;
- distribuzione geografica dei servizi;
- caratteristiche locali della homelessness.
Indicatori
Il progetto deve utilizzare indicatori misurabili almeno in relazione a:
- accessibilità delle infrastrutture sociali;
- utilizzo dei servizi;
- reintegrazione nella comunità;
- partecipazione;
- benessere;
- coesione sociale;
- impatto socioeconomico.
La Commissione richiede espressamente una valutazione dell'impatto socioeconomico del modello sistemico.
Spese ammissibili- personale;
- consulenze e subcontracting, ove giustificati;
- viaggi e trasferte;
- attrezzature, normalmente secondo le regole di ammortamento/uso nel progetto;
- beni e servizi;
- attività pilota;
- raccolta ed elaborazione dei dati;
- strumenti digitali;
- attività partecipative e di co-design;
- comunicazione e disseminazione;
- attività di valutazione;
- costi indiretti.
SCADENZA1 dicembre 2026
AMBITO TERRITORIALEEuropa e Paesi affiliati Horizon